Una volontaria ci scrive:
E' proprio vero che nel mondo l'uomo è capace di adattarsi a qualsiasi situazione di sopravvivenza.
E' questo il primo commento che mi viene in mente dopo la visita alla favela S. Josè dove vivono le famiglie e i bambini delle "creche" e dell' Officina Pedagogica. Io e Paola, una volontaria, guidate da suor Pìerangela e Suor Luisa ci siamo addentrate in questo labirinto di miseria umana, respirando a stento l'aria puzzolente e chiedendoci, ad ogni passo, com' è possìbile essere assuefatti a quegli odori dì fogna, sterco di animale e dì discarica.
La viabilità attraverso le viuzze strette, scivolose e maleodoranti è davvero complicata; cerchi di schivare il fango, l'acqua di fogna e gli escrementi sparsi qua e là e pensi... ma i "moradores" ci passano tutti igiorni?! Come si fa ad abituarsi? Poi si entra nelle casine, alcune accoglienti e pulite nella loro semplicità, altre sudicie e disordinate, ma tutte barcollanti e con un comune denominatore: abusive e prive di stabilità. Come le persone che vivono qui. Pensano ad un domani?
I bambini riescono a sognare in una condizione di vita come questa?
Eppure qui loro VIVONO !!!
Giocano, litigano, studiano, dormono...pare incredibile ma e così. E ricevono le suore con dei grandi sorrisi, come gente di casa, che arriva per una visita affettuosa ed è proprio così.
Le suore incoraggiano, danno consigli, "sgridano", si informano. E proprio una bella occasione, per noi laiche, conoscere queste famiglie attraverso loro. Ti fa riflettere sulla tua vita, su quella dei ragazzini con cui hai a che fare, su ciò che davvero conta per ogni essere umano. Ognuna di queste visite, se pur faticose, ti fa venir voglia di ritornarci, per capire sempre di più, per riuscire a fare sempre di piu'.
Spero di poterci tornare ancora.
Roberta Beato

